INDUSTRIE CHIMICHE/PETROCHIMICHE - rischi specifici antincendio.
ZONE EX classificate ATEX - direttiva EU 2014/34/UE - aree con atmosfera potenzialmente esplosiva (gas/vapori/polveri infiammabili) - obbligo classificazione, protezione apparecchiature, DPI.
Categorie zone gas: ZONA 0 atmosfera presente continuamente o lunghi periodi - più pericolosa - apparecchiature cat 1 (massima sicurezza).
ZONA 1 atmosfera presente occasionalmente in operazione normale - apparecchiature cat 2.
ZONA 2 atmosfera presente raramente o brevemente - apparecchiature cat 3.
Zone polveri categoria 20-21-22 analoghe.
APPARECCHIATURE ATEX certificate Ex e (sicurezza aumentata), Ex i (sicurezza intrinseca), Ex d (involucro antideflagrante), Ex p (pressurizzato), altre.
SOSTANZE infiammabili tipiche industrie chimiche: idrocarburi (metano, etano, propano, butano, benzina), alcoli (etanolo, metanolo, isopropanolo), solventi (acetone, toluene, xilene, dimetilsolfossido), idrogeno, ammoniaca, cloro, fosgene.
RISCHI: ESPLOSIONI (LEL/UEL miscela aria, ignizione), INCENDI massivi (jet fire, pool fire, flash fire), RILASCI tossici durante incendio, BLEVE serbatoi pressurizzati.
PERMESSI LAVORO A FUOCO - documento autorizzazione lavori che producono calore (saldatura, smerigliatura, taglio, cannello) in zone classificate ATEX - obbligatorio prima inizio lavori.
ELEMENTI: 1) Identificazione lavoro, ubicazione, tempi.
2) Identificazione zone classificate.
3) Bonifiche preliminari (vapori, gas residui, serbatoi vuoti).
4) Misure prevenzione (rivelatori gas, estintori vicino, segregazione, spotter dedicato).
5) DPI specifici.
6) Firma RSPP, DDL, lavoratore.
7) Validità temporale (1-8 ore tipico).
8) Ispezione finale, sigilli.
9) Comunicazione VVF su grandi rischi.
SQUADRA EMERGENZA INDUSTRIE - struttura.
CAPOSQUADRA, 4-8 addetti, caposquadra notturno, reperibilità H24.
Equipaggiamento: autorespiratori, tute Tyvek chimiche, DPI specifici sostanze, estintori speciali (schiuma F-AFFF, polveri D, monitori), idranti grandi, pompe schiuma, autobotti aziendali (alcuni siti hanno propri mezzi VVF).
Esercitazioni congiunte VVF locale - mensili, scenari diversi, simulazioni reali.
PIANI EMERGENZA SPECIFICI rischio rilevante (Direttiva Seveso III recepita D.Lgs.
105/2015).
1) PEI Piano Emergenza Interno - aziende soglia inferiore, superiore - aggiornato annuale, comunicato lavoratori, esercitato.
2) PEE Piano Emergenza Esterno - prefettura, protezione civile, popolazione raggio impatto - comunicazione, evacuazione, rifugio in luogo.
INFORMAZIONE POPOLAZIONE - diritto legale - comuni informano cittadini su rischi industriali, procedure emergenza, sirene, canali comunicazione.
CASI Seveso storici.
1976 ICMESA Seveso (Lombardia) - rilascio diossina TCDD - 200 km² contaminati, epidemia cloroacne, bambini evacuati, bestiame abbattuto - causa diretta Direttiva Seveso UE.
1984 Bhopal India - rilascio MIC isocianato metile, 3.787 morti immediati, 25.000 totali, 500.000 esposti - peggior disastro chimico.
1989 ARCO chimico Pasadena USA - 23 morti, esplosione devastante.
2005 Texas City Refinery USA - 15 morti, 180 feriti - sicurezza inadeguata.
PREVENZIONE: HAZOP analisi, LOPA layer protection, permessi lavori, manutenzione, addestramento.